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Via M’Server

Prima di affrontare un accquisto per l’ hardware, ho dovuto far fronte a due esigenze Energia e Ingombro.

La piu importante è il consumo di energia elettrica che si viene a creare, un server mediamente gira 24h/24, quindi un server che consuma 800W come un pc di fascia media non è accettabile.

Via M server 2100

CPU VIA Nano processor (1.3+GHz @ 1.6GHz, 64-bit, 1MB, 800MHz FSB)
Chipset VIA VX800 Unified Digital Media IGP chipset
Memory Support 2 x DDR2 SO-DIMM Sockets
Hard Disk Support 2 x 3.5” SATA-II
Bootable SSD 1 x CompactFlash socket (supports DMA mode)
Operating System Support Windows® XP, Windows® 7(x86 & x64), Windows® Server 2008 R2, Linux, FreeBSD®
USB Ports 3 x USB 2.0 ports (1 on the front panel)
LAN Port 2 x Gigabit RJ-45 LAN port with LED
Display Port 1 x DB-15 VGA port
Front LED LAN active, LAN speed, power, HDD active, WLAN active
System Cooler 8 cm low-noise ball-bearing fan
Security Features Hardware AES engine, EEPROM, TPM (Optional)
Dimensions 10.2” x 5.3” x 4.5” / 259 x 135 x 115 mm (L x W x H)
Power 100~240 V input, 75W AC/DC adapter

Piccolo gioiellino che da tante soddisfazioni. 75W a pieno carico escludendo i 2 HDD e CF credo, due lan che possono essere sfruttate dallo stesso come server proxy, 3 usb una frontale e due posteriori, vano HDD facilmente accesibile (non con cassettini).

Al momento della stesura vi sono collegati stampante, hub/switch, tastiera, bluetooth, Quickam, e a breve un sistema domotico per la centralizzazione degli allarmi.

 

Attualmente ci sono in commercio molti prodotti validi come il synology o il mybook tanto per citarne alcuni, che hanno un buon hardware ad esempio per il mybook:

  • Processore: ARM 926 compatibile.
  • Architettura: proprietaria, con bus PCI.
  • Memoria: RAM 32M.
  • Controller dischi: S-ATA a due canali, dei quali solo uno utilizzato, il primo.
  • Altre porte disponibili: USB2
  • Sistema operativo: Linux
  • circa 36W di consumo

Questo piccolo gioiellino ha fatto da cavia per molto tempo, poi ho notato i suoi limiti.

La scelta di un server e puramente di natura convenzionale dato che un nas svolge le caratteristiche base di ogni utente di fascia alta, i modelli che piu soddisfacevano le mie esigenze sono stati:

Linutop

  • Processore: AMD Geode LX800 500Mhz
  • Memoria: 512 MB.
  • controller ata 1 GB
  • Altre porte disponibili: USB2
  • Sistema operativo: Linux/Windows Home Server
  • consumo 12V – 3,3A

AH340-UA230N

  • Processore: 1.6 GHz Intel Atom
  • Memoria: 2 GB SDRAM.
  • controller ata 1 GB
  • Altre porte disponibili: USB2
  • Sistema operativo: Linux/Windows Home Server
  • consumo 12V – 3,3A
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Sunbeam UV Reactive

INTRODUZZIONE

Il case che ho acquistato è della sunbeam, modello UV reactive, il montaggio dei vari componenti non è stato complesso anche se le istruzioni fornite risultano scarne e di vecchia revisione. Avendo un PC con raffreddamento a liquido non ho grandi probblemi per ciò che riguarda il raffreddamento, cosa che, il plexiglass invece contribuisce in maniera inversa, le sue pareti infatti impediscono la dispersione del calore generato dai vari componenti presenti nel PC ossia Processore, Chipset, Scheda video, HDD e Lettori CD/DVD. Questo è uno dei motivi della preddisposizione per le varie ventole, oltre a quelle anteriori ( HDD ) e posteriori (esplusione) oramai standardizzate, vi sono presenti anche una superiore (espulsione) e due laterali (immissione) per il raffrescamento delle “schede video”, per aumentare la dissipazione del processore.

IL MONTAGGIO

Nella confezione vi sono dei guanti utili non tanto per evitare di segnare rigando i panneli, ma per evitare impronte su di essi. Le viti presenti sono di 4 tipi, per il montaggio dei pannelli, per il montaggio delle FAN, per il montaggio della scheda mandre e per il montaggio del supporto per la mascherina posteriore. Le viti sono facilmete riconoscibili grazie alle dimensioni differenti in particolare quelle utilizzate per il montaggio dei pannelli anno una testa di ampio diamentro di gradevole effetto grafico grazie anche alla colorazione dorata.

HARD BENCH IPANNEL MOD

Per completare il nuovo case, ho provveduto all’acquisto di 3 neon UV collegati ai rispettivi alternatori. Visto e considerato che i dispositivi ON/OFF erano posizionati dietro il pannello, occupando quindi 2 slot PCI, o provveduto alla modifica di un apnnello della enermax. Siccome per mia sventura ho danneggiato il cristallo LCD, ho provveduto alla sua eliminazione sostituendo il cristallo con una plastica ricavata da una confezzione di caramelle, come potete vedere sembra quasi che sia fatto di fabbrica. Per accendere i neon ho acquistato n2 interruttori 4 led blu/verdi e 4 resistenze da 1 Hom da insererire in serie ai led, ed infine una basetta millefori per la circuitazione. Per iniziare il procedimento ho preso le misure del vecchio cristallo per potermi regolare su i fori di ancoraggio da fare nella basetta. in oltre ho preso le dimesioni del display per poter posizionere i led e le resistenze. La circuitazione è piuttosto semplice avendo 2 interruttori posso ottenere 2 linee On/Off percui ho voluto utilizzare 2 led per il circuito Off e due led per il circuito On in parallelo ad esso il circuito per l’accensione dei neon.

HARD BENCH WATERCOOL!

Inutile dire che in un case trasparente di plexyglass il calore al suo interno viene mantenuto e non propriamente dissipato nel qual caso sia completamente chiuso, questo è il motivo delle molteplici predisposizioni per le ventole da 8mm. Il problema l’ho aggirato utilizzando un sistema di raffreddamento a liquido, di cui ne ho già ampliamente parlato in pagine precedenti. Per un effeto grafico più evidente ho optato per l’acquisto di una tanica della Termaltake nella quale erano provvisti alcuni “cm” di tubo reattivo di colore verde, di cui, dopo un analisi dello spazio utilizzabile all’interno del case, ho provveduto al loro dimensionamento (sovradimensionamento oserei dire) per ottenere uno spazio di manovra sufficente per future installazioni e o rimozioni. Qualche parola in più bisonga spenderla per la disposizione dei cavi, inutile dire ” più mascherati sono migliore l’effetto grafico ottenuto “.

HARD BENCH AIRCOOL!

Con il modello a mia disposizione vi sono n°5 aperture per ventole 80×80, ne ho acquistate “n°4” tutte tachimetriche e trasperenti ( si cosnsiglia fortemente di acquisterne 2 dal profilo ribassato 80x80x15 ). Mentre per le posizioni anteriori e posteriori non si riscontrano grossi problemi, si lamentano alcuni problemi di spazio con gli alimentatori di nuova generazione, in particolare i modelli aventi “plug modulari” per cavetterie di future installazioni. Infatti le ventole 80x80x25 vanno a cllimare contro i moduli rendendo alcuni di essi inutilizzabili, cosipure i fori del pannello laterale possono causare noie ai possessori di radiatori per sistemi a liquido, che ne impediscono l’installazione. Le cose cambiano utilizzando ventole dal profilo da 15mm.

TEST E VALUTAZIONE

Una volta concluso il montaggio, ho notato una leggera flessione del pannello posteriore sicuramente causato dal peso dell’alimentatore e della scheda madre. Si ha, inoltre, una forte difficoltà nella manutenzione del PC, soprattutto per ciò che riguarda l’intallazione di periferiche tipo HDD,CD/DVD e tutte i dispositivi che vengono installati negli slot anteriori. Infatti esiste un solo pannello posteriore che sorregge la scheda madre e chiude il case, impedendo quindi la rimozione del pannello posteriore o quantomeno la consueta utilità dello stesso.

Le cose cambiano per ciò che concerne l’aspetto estetico, si ha da subito un forte impatto visivo. Effettuando un abuona installazione, mascherando i fili dell’alimentatore, disponendo i vari connettori degli HDD in modo da valorizzare i vari componenti, si riesce ad ottenere la visuale intena, completa, dei vari componenti del PC.

Le varie aperture per le ventole, sono state predisposte per dissipare il calore che si accumula all’interno, e che non verrebbe dissipato dato che il plexyglass ha una bassa conducibilità termica. A mio avviso sarebbe stato meglio inserire una unica ventola centrale da 120 al posto di quelee da 80. Cosi da facilitare le installazioni e facilitare lo smaltimento del calore accumulato. Si consiglia comunque di utilizzare dei filtri, non griglie, che eviteranno inestetiche

La manutenzione interna risulta veramente scomoda una volta installato il tutto, infatti se si deve sostituire o aggiungere un componete da inserire negli slot liberi, sia da 3,5 o da 4,15 , si deve procedere con la rimosione del pannello posteriore smonatndo quindi la scheda madre. In alternativa si possono svitare i pannelli superiori e posteriori facendo in modo da far scivolare i vani per poter effettuare le installazioni. Comunque sia, sono tecniche che risultano diffici e pericolose, il plexyglass si danneggia facilmente ed è facile incorrere in qualche graffio danneggiandolo inreparabilmente.

La robustezza cel case viene messa a dura prova dall’alimentatore, che come detto in precedenza esercita una pressione sul pannello deformandolo leggermente. Per evitare questo inconveniente si poteva utilizzare un ulteriore pannello interno per irrigidire lo chassy e per sostenere la shceda madre, risolvendo così due problemi che afliggono questo prodotto.

IN CONCLUSIONE

Sebene la funzionalità non sia tutto, questo case è sicuramente migliorabile, resta il fatto che mi ha un po deluso questa mancanza di rigidità. Tuttavia l’effetto finale è tra i più spettacolari in termini visivi, in effetti applicando dei neon UV, il prodotto si valorizza uleriormente mostrando tutta la sua forza per ciò che concerne l’estetica.

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WATERCOOLING

WATERCOOLING

INTRODUZZIONE

Il raffreddamento ad acqua, sembrava un utopia, molti affermavano che tale apparato potesse provocare danni causate da perdite ai circuiti presenti nei pc, altri dicevano che non era possibile realizzare un tale impianto integrato nello chassy, era dunque vero?

Prendiamo ad esempio lo scambiatore di calore o meglio “WATERBLOCK“, che viene posto sopra la CPU, si sospettava che a causa della differenza di calore che si generava tra il passaggio dell’H2O nello scambiatore ed il calore prodotto dalla CPU provocassela formazione della condensa nell’intercapedine di giunzione tra i due componenti, “FALSO” dato che la condensa si forma per sbalzi di temperatura elevati raggiungibili solo per mezzo delle celle di peltié. Molti amano costruire pezzo per pezzo il proprio apparato di raffreddamento, compreso waterblock tanica e radiatore, nel mio caso mi sono procurato i componenti essenziali ( cioè tutti ), risolvendo il problema di doverli costruire da solo.

COSA SERVE

Tanto per iniziare occorre procurarsi uno scambiatore di calore “WATERBLOCK“,questo affare non è altro che una serpentina perforata,  in rame o in altro componente conduttivo che permette di dissipare il calore tramite conduzione, o meglio trasmettere il calore all’esterno del nostro PC evitando di usare fastidiose ed assordanti ventole magari logore dovute all’accumulo della polvere. Un “RADIATORE” credo che sia indispensabile per chi vuole inserire tutto nello cassy, come i termosifoni che disperdono calore nell’ambiente i radiatori svolgono la stessa funzione ma forzati da una ventola che ne aumenta il livello di disipazione. Dato che senza acqua l’impianto non funziona, dovremmo procurarci una “TANICA“, la sua capacità ci permetterà di installare o meno il radiatore, dato che una massa d’acqua di circa 10 litri svolge la medesima funzione di un radiatore di buon livello, dunque si può far benissimo a meno del radiatore lo svantaggio è che non sarà possibile l’integrazione nello chassy (e si risolve anche il problema di dover raffreddare il tutto con una ventola). In fine, ma non per importanza colei che ha il lavoro più oneroso il cuore del sistema, “LA POMPA” il cui corretto funzionamento permette allo scambiatore di svolgere la sua funzione, infatti il ricambio d’acqua gioca un ruolo significante. Un Filtro opzionale, serve appunto per filtrare l’acqua da imputità che si andranno formado durante tutto l’arco di vita del sistema di raffreddamento.Gli accessori ordinari sono il tubo in gomma del diametro corrispettivo alla bocchetta dello scambiatore nonchè del radiatore, un pasta conduttiva, un tubetto di silicone gel, acqua distillata ed in fine pinze cacciaviti taglierino e tanta, tanta attenzione!!!!!!

IL FUNZIONAMENTO

Semplice, tenete sempre presente il funzionamento del riscaldamento di casa!! Bruciatore, tubi, termosifoni, ecc.! Nel nostro caso il bruciatore è la CPU, nella quale facciamo circolare l’acqua per dissipare il calore prodotto, in che modo direte!?! Tramite lo scambiatore di calore,  l’acqua che circola al suo interno permette di sottrarre calore causando quindi una diminuzione della temperatura del nostro processore ( il materiale migliore a tale scopo è l’argento dato il suo costo elevato è meglio procurarsene una in rame ). Da questo momento in poi le tecniche di raffreddamento si dividono in più rami, di solito quella in serie (pompa,scambiatore,tanica,) risulta piu pratica rispetto alla versione in parallelo (pompa, radiatore/scambiatore, tanica) entrambe possono essere seguite per il raggiungimento dello scopo, io ho optato per un’integrazione interna allo chassy, quindi ho proceduto col dissipare il calore accumulato tramite un radiatore “di modeste dimensioni”.

Per non incombere in problemi che nuocciono al pc, dobbiamo montare tutto il sistema di raffreddamento fuori dallo chassy, durante il montaggio potrebbero verificarsi perdite d’acqua  danneggiando inreparabilmente i componenti sk madre, video audio ecc. Dato che senza tubi in gomma sarebbe impossibile montare il tutto dovremmo procurarcene uno di 2 metri (meglio abbondare non si sa mai). Nello chassy verifichiamo le parti in cui possiamo installare i vari componenti radiatore pompa e tanica.

Nel mio chassy ho trovato posto per il radiatore sopra la scheda video dato che vi è un’apertura per una fan da 80mm, il mio radiatore è già provvisto di fan senza la quale non si avrebbe una buona dispersione, l’ho disposta in modo tale da convogliare l’aria dall’interno verso l’esterno (una scelta sofferta in quanto la ventola aspira invece di soffiare, cosi facendo però evito che non si sporchi con la polvere ), guardando la disposizione ho potuto valutare quanto spazio vi è tra il processore ed il radiatore, di conseguenza ho provveduto a tagliare il tubo che li collegherà.

La pompa invece è installata sotto il radiatore, nello spazio che c’è tra la borchia di fissaggio delle schede PCI ed il pannello laterale dello chassy, un punto areato grazie ad alcuni fori. Per il fissaggio ho in dotazione dei magneti i quali si sono rilevati davvero utili allo scopo (consentono una facile estrazione ed  un ottima tenuta dopo il montaggio). Provvedo ora alla misurazione della distanza tra il radiatore e la pompa ( da notare che la mia ha 3 ingressi ed un’uscita ) per evitare pericolose strozzature de tubo ho provveduto con lunghezze maggiori (in un futuro non si sa mai se cambio chassy potrò evitare di ricomprare i tubi), la stessa lunghezza (nel mio caso) vale anche per lo scambiatore e la pompa. In fine tagliamo il restante tubo a metà, questi serviranno per il collegamento tra la tanica d’acqua e la pompa. Iniziamo a montare collegando il tubo ” quello piccolo ” al radiatore usando anche del silicone autoadesivo per eliminare eventuali perdite.

TEST E VERIFICHE

Una volta conclusa l’operazione utilizziamo delle fascette autostringenti nelle parti finali del tubo (serviranno in caso di eccessiva pressione e per una maggiore tenuta). Ora passiamo al collegamento della pompa con il waterblock, l’uscita della pompa ovviamente va collegata allo scambiatore, mentre gli ingressi vanno montati rispettivamente al radiatore ed alla tanica. Il discorso del silicone e delle guaine valgono anche per quest’ultimi. Lasciamo trascorrere alcuni minuti tanto per assicurarci che il silicone si asciughi, e verifichiamo i vari collegamenti, procediamo col versare nella vaschetta l’acqua, facendo in modo che sia ad una altezza maggiore dalla pompa cosi che l’aria fuoriesca. Riempita fin l’orlo procediamo con il collaudo del circuito accendendo la pompa (nel mio caso essendo una pompa di basso voltaggio 12v per la precisione, mi sono avvalso di un alimentatore di adeguata potenza ” un alimentatore AT vecchio stampo”).

Nel mio caso non si sono verificate perdite sostanziali, qualche goccia dovuta dalla tanica non perfettamente chiusa, ma tutto sommato il circuito si è comportato in maniere sufficiente, il consiglio è di tenere il circuito in attività per almeno 6 ore entro le quali si possono verificare perdite, nel qual caso il nostro amico silicone opportunamente utilizzato farà il suo dovere. Per iniziare montiamo il radiatore nello spazio che abbiamo scelto, se possibile meglio con la ventola che spinge il calore verso l’esterno dello chassy. Passiamo ora all’applicazione del WATERBLOCK sul processore “” per chi di voi ha dimistichezza è come mettere un dissipatore “” LA TECNICA applicare la pasta conduttiva sul processore (nel mio caso pasta silver) fino a ricoprire senza esagerare la superficie del processore, appoggiarvi il WATERBLOCK e fissare con i corrispettivi ganci o viti ( le varianti dipendono dal tipo di processore naturalmente  P2,3,4 e via discorrendo), agganciare la pompa nella maniera a voi consentita in pratica, viti, colla, “”MIRACOLI””, come più vi piace e per concludere fissate anche la tanica d’acqua.

IN CONCLUSIONE

Bene accendete e state a guardare! Controllate che sia tutto in ordine monitorando anche la variazione termica con gli strumenti di uso più comuni  “anche un termometro per bambini” dovreste comunque verificare un calo di temperatura inferiore a quello ottenuto con semplici ventole. Un benchmark che metta sotto sforzo la CPU a questo punto e d’obbligo provate e godete!!!

Se tutto funziona correttamente non vi rimane che montare l’ultimo pezzo ancora!!

il pannelo!!

Nella prima fotografia potete notare lo scambiatore di calore ( di piccole dimensioni praticamente per il processore della “scheda madre” )

Da notare la pessima installazione da evitare assolutamente.

Questo elemento permette di dissipare l’esubero di calore prodotto dal processore una ventola da 80 mm montata posteriormente al radiatore, convoglia l’aria tra le alette provvedendo all’eliminazione del calore.

Credo che ogni spiegazione sia inutile, l’unica cosa da chiarire sono i 3 ingressi, in pratica 1 il ritorno dell’acqua e 2 le bocchette per il ricambio  con allaccio alla tanica. Inutile dire che più la pompa è performante più il calore viene smaltito velocemente.

La tanica sembrerebbe svolgere una funzione secondaria o poco attinente al raffreddamento ma sta di fatto che avendo a d isposizione una tanica di 10 litri circa si può fare benissimo a meno del radiatore!!

Il filtro opzionale ma utile per purificare da qualunque imprevisto il liquido del circuito di raffreddamento. Consigliabile l’installazione a monte della pompa.

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